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agosto 14, 2007

Qualche suggerimento dell’Associazione Cicloamici FIAB per non farsi rubare la bicicletta a Foggia

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Tra i motivi che spesso scoraggiano i foggiani dal muoversi in bicicletta vi sono al primo posto il rischio di muoversi nel caotico traffico cittadino ed al secondo quello di vedersi rubato il proprio mezzo a due ruote. Mentre per i problemi del traffico e dell’incolumità fisica è necessario attivare una serie di strategie che portano frutti in tempi medio-lunghi, qualcosa di molto concreto lo si può fare da subito per non farsi rubare la propria bicicletta.

Una bicicletta, all´atto dell´acquisto, generalmente non è dotata di sistemi di sicurezza contro il furto, tranne talvolta il cerchietto a leva che, scivolando all´interno del binario, impedisce alla ruota posteriore di girare, ma che in nessun modo si oppone al ladro che sollevi di peso la bicicletta o che con una piccola tronchese tagli facilmente l´anello.

E´ quindi indispensabile acquistare subito un antifurto

In commercio vi sono vari modelli: la classica catena con lucchetto, il filo in acciaio, la molla e l´arco rigido. I test di sicurezza hanno dimostrato che nessun sistema è in grado di impedire ad un ladro esperto il furto, ma può rendergli più difficile l´operazione, con conseguente perdita di tempo ed aumento del rischio di essere. Gli stessi test hanno comunque evidenziato che i migliori presidi di sicurezza sono la catena antitaglio a maglie quadrate (di spessore di almeno 8 mm. e con lucchetto blindato) e l´arco rigido con serratura a chiave circolare. In entrambi i casi sono però da evitare sistemi il cui costo complessivo sia inferiore ai 15 Euro perché ciò denota, a dispetto dell´apparente spessore dei materiali, la scarsa qualità degli stessi e dunque l´inefficacia del sistema. Noi Cicloamici suggeriamo catenacci a maglia quadrata da 8 mm la cui lunghezza, per agevolare le operazioni di ancoraggio, non dovrebbe essere inferiore agli 80 cm.

L´antifurto è però totalmente inefficace se non correttamente usato

Il catenaccio o l´archetto, all´atto della chiusura, devono ancorare possibilmente tre elementi: il telaio, la ruota (anteriore o posteriore) ed un sostegno saldamente Per il telaio, bisogna ancorare la parte compresa tra la sella ed il manubrio, facendo attenzione a passare all´interno dello spazio che il telaio normalmente racchiude. Alcune biciclette, come i modelli Graziella pieghevoli, hanno un unico tubo centrale e quindi rendono obbligatorio legare il catenaccio alla forcella. Oltre al telaio si raccomanda l´ancoraggio anche di una delle due ruote: sicuramente quella che dovesse essere dotata di sganci rapidi. Tale operazione non consente di impedire il furto di tutte e due le ruote, ma rende meno allettante il bottino in quanto è più difficile smerciare una sola ruota.

Infine è fondamentale scegliere l´elemento fisso al suolo. Molti dei portabiciclette attualmente presenti non consentono un agevole fissaggio del telaio e quindi sono poco utilizzabili. Fa eccezione il modello fatto da noi installare davanti a Palazzo Dogana in Piazza XX Settembre ed in Via Telesforo, nel cortile della nuova sede della Provincia. Si tratta in tali casi di modelli (Modello Verona) progettati da esperti della FIAB e del Comune di Verona ed ormai diffusi in buona parte d´Italia.

In alternativa ai portabiciclette, ottimi sono gli archetti, normalmente installati per impedire il parcheggio delle auto sui marciapiedi, i pali della luce o dei segnali stradali, purché sufficientemente alti (almeno 4 metri).

Altri importanti accorgimenti

  • Personalizzare la bicicletta con adesivi ed accessori che possano rendere la bicicletta immediatamente riconoscibile dopo il furto;
  • Legare la bicicletta in luoghi di passaggio;
  • Non legare la bicicletta nello stesso posto per più giorni, per lunghi periodi e soprattutto in strada per l’intera notte;
  • Fare alcune foto della bicicletta, possibilmente d a più angolazioni; inquadrare soprattutto il numero di telaio, che normalmente si trova nella parte di telaio sotto l´attacco dei pedali e che si legge rovesciando la bicicletta;
  • Possibilmente, insieme alle foto, occorre conservare anche lo scontrino ricevuto all´atto dell´acquisto della bicicletta o, ancor meglio, l’ apposito libretto che alcune case costruttrici allegano alla bici.

Anche le Amministrazioni locali possono contribuire a scoraggiare il furto di bicicletta attraverso l´installazione di rastrelliere portabiciclette capaci di favorire l´ancoraggio del telaio e l´istituzione dell´Ufficio della Bicicletta, incaricato, tra l´altro, della gestione dell´anagrafe delle biciclette.

Inoltre, incentivando l´utilizzo di sistemi di marcaggio brevettati – il Securmark, con numerazione incisa con fresa diamantata o l´Easytag, con numerazione su adesivi indelebili ed auto marcanti.

In caso di furto:

  • Effettuare immediatamente la denuncia del furto presso gli organi di Polizia, allegando alla denuncia le foto della bicicletta rubata ed il numero di telaio; ciò per poter dimostrare la legittima proprietà della bicicletta ove dovesse essere ritrovata (sono decine le biciclette che la Polizia o i Carabinieri di Foggia hanno sequestrato e che attendono il riconoscimento da parte del derubato);
  • Verificare sul sito web della Polizia l’eventuale presenza della propria bicicletta (database degli oggetti rubati e recuperati pubblicato nella sezione “banche dati”, all´indirizzo http://www.poliziadistato.it); se la bicicletta rubata è presente nel database, si dovrà dimostrarne la proprietà attraverso la denuncia di furto e le foto di cui ai punti precedenti;
  • Segnalare il furto a tutti i negozi che trattano la permuta e la vendita di biciclette usate, lasciando possibilmente loro copia delle foto della bicicletta; ciò affinché siano particolarmente cauti nell’accettare biciclette di dubbia provenienza;
  • Rifiutare ogni atto estorsivo volto alla restituzione della bicicletta in cambio di denaro e possibilmente denunciare l´estortore;

Sarebbe al riguardo auspicabile che maturi un più diffuso senso della legalità, che porti i cittadini ad indignarsi di fronte ad ogni violazione della stessa e dunque, nello specifico, a scoraggiare eventuali palesi tentativi di furto di biciclette che dovessero essere osservati e a rifiutare ogni acquisto sospetto.

Sanzioni penali per furto e ricettazione

Il Codice Penale punisce il ladro di biciclette con la pena della reclusione fino a 3 anni e con una multa. Inoltre, la rottura del catenaccio, ove accertata, comporta la “violenza sulle cose” e dunque un furto aggravato punito con la reclusione da 1 a 6 anni e la multa da 103.29 a 1032.91 Euro.

Anche colui che consapevolmente acquista, usa o rivende una bicicletta rubata, è responsabile di ricettazione, reato punito con la reclusione da 2 a 8 anni e con la multa da 516,46 a 10.329,14 Euro.

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