Archive for dicembre, 2011

dicembre 23, 2011

Martedì 27 dicembre in bici al Ghetto Rignano

Come annunciato, martedì 27 dicembre, partirà alle ore 9 da Piazza C. Battisti (Teatro Giordano) un’ iniziativa della nostra Associazione, promossa in collaborazione con padre Arcangelo Maira, scalabriniano da tempo operante con i migranti del cosiddetto Ghetto di Rignano. Raggiungeremo in bicicletta la baraccopoli situata a 15 chilometri da Foggia, dove vivono anche d’inverno centinaia di migranti, quasi tutti africani, impegnati come braccianti agricoli.
L’iniziativa ha luogo nell’anniversario del mortale investimento, sulla statale per Manfredonia, di un immigrato straniero in bicicletta ed intende contribuire alla sicurezza degli ospiti del Ghetto donando loro i giubbini riflettenti previsti dal Codice della Strada per i ciclisti sulle strade extra-urbane nelle ore serali, nonché un opuscolo multilingue con dei semplici suggerimenti per pedalare in sicurezza. Oltre a questi oggetti, in segno di accoglienza, consegneremo loro alcuni panettoni e qualche dolciume. Si chiede pertanto a voi tutti di valutare la possibilità di farvi carico di donarci un giubbino riflettente o un panettone o qualche dolcetto.
Si sottolinea l’importanza dell’iniziativa in un anno a lungo caratterizzato dai massicci sbarchi a Lampedusa di tanti richiedenti asilo ed avviatosi drammaticamente a conclusione con il rogo anti-Rom di Torino e con i senegalesi uccisi a Firenze, la visita vuole fornire ai partecipanti un’occasione di incontro con i migranti che vivono sul nostro territorio, spesso in condizioni di duro sfruttamento, per conoscere un po’ le loro storie e qualcosa dei loro Paesi di provenienza. Vi segnaliamo a tal proposito il video realizzato da FrontieraTv http://www.frontieratv.it/video.asp?id_video=157
Il ritorno è previsto prima delle ore 14. Si raccomanda l’uso di biciclette perfettamente messe a punto, se possibile dotate di marce e camera d’aria di scorta.
E’ utile segnalare per e.mail o al cell. la disponibilità a donare gli oggetti di cui sopra, possibilmente entro il 24, al fine di organizzare l’acquisto della rimanente parte.
Si allegano documenti utili da leggere prima della passeggiata.
Cordiali saluti e tanti carissimi auguri.

Link relativo al Ghetto, inseribile nella mail per la nostra lista:
http://www.frontieratv.it/video.asp?id_video=157Video del Ghetto

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dicembre 17, 2011

Ecco tutto quello che c’è da sapere sul bike-sharing a Foggia

facciamo seguito alle tante richieste di chiarimenti circa l’uso del sistema di bike-sharing recentemente installato a Foggia.

  • Anzitutto bike-sharing vuol dire bici condivisa ovvero che, pur essendo di proprietà pubblica, può essere utilizzata da più persone nel corso della giornata e dei vari giorni dell’anno.
  • Il sistema è stato attivato a Foggia dall’Amministrazione Provinciale godendo di un finanziamento della Regione Puglia. Il solo sistema di Foggia è costato circa 230.000 euro e comprende 100 bici suddivise in 12 postazioni allocate in varie parti della città (i dettagli nel link allegato) e 200 archetti per parcheggiare la bici, privata o condivisa, sempre distribuiti in varie parti della città.
  • Il sistema attivato è totalmente meccanico, cioè se manca la corrente o si rubano i cavi di rame o finiscono i soldi della provincia o il dipendente incaricato presso lo sportello è malato o in ferie o il computer ha preso un virus, il sistema funziona ugualmente. Questo vantaggio ha però l’inconveniente che la bici deve essere presa in una postazione, a partire dalle 7.00 e deve, entro le 23.00 dello stesso giorno, essere riportata nella medesima postazione. Alcuni storceranno il naso per questo ma, dopo aver attentamente valutato i pro ed i contro di tale sistema, come Cicloamici l’abbiamo approvato. Il sistema elettronico, non utilizzato a Foggia, nei casi su riportati si blocca e soprattutto, per poter sostenere i costi di gestione compreso quelli di un furgoncino che ogni sera deve riposizionare le biciclette non riconsegnate nel luogo di prelievo, prevede un costo per ogni ora di utilizzo, come avviene a Bari, Lecce, Roma, Milano ecc..
  • Molti paventano il rischio di furto delle biciclette durante la notte. Il rischio c’è ma è piuttosto ridotto considerato che le biciclette non sono commercializzabili in quanto di forma e caratteristiche tipiche del bike-sharing, compreso un telaio piuttosto robusto, ingranaggi bloccati come lo scorrimento del reggisella (che non può essere sfilata), l’impossibilità di regolare il manubrio, le ruote piene e il notevole peso. Qualche bici e qualche sellino saranno sicuramente rubati o vandalizzati (come accaduto anche per i parchimetri) però il fenomeno dovrebbe cessare nel giro di qualche mese. Le stesse bici sono da 3 anni utilizzate nel bike-sharing a San Severo.
  • Per ottenere la chiave bisogna recarsi dal lunedì al venerdì, purtroppo solo dalle 9 alle 11, ed il martedì dalle 16.30 alle 17.30 in via Telesforo 27 (nuova sede della Provincia) muniti di fotocopia di documento d’identità e bollettino postale di 30 euro pagato (i dati del bollettino con doppia ricevuta sono riportati nel link allegato). Tale costo, l’unico da sostenere per l’uso delle bici, è una cauzione, ovvero è rimborsabile in caso di riconsegna della chiave. Serve soprattutto a evitare che la chiave possa essere persa dal possessore.
  • La chiave consente di sganciare una qualsiasi delle 100 bici installate a Foggia, oltre a quelle installate a San Severo, Vieste, , Manfredonia, Cerignola ed altre 95 città italiane compreso Ferrara, Ravenna, Bologna ecc. (www.centroinbici.it).
  • La chiave, al momento del prelievo rimane bloccata nella rastrelliera e può essere sganciata solo riposizionando la bicicletta. Ciò consente, in caso di mancata riconsegna della bici, di risalire tramite la chiave all’ultimo utilizzatore.
  • La bici, una volta sganciata, può essere utilizzata in tutto il territorio cittadino e può essere legata ove si ritiene opportuno con il cavetto integrato alla bicicletta. Il suo uso garantisce una penale di soli 20 euro in caso di furto della bici, necessaria per avere una nuova chiave. Il furto della bici, senza che questa sia stata legata, comporterà al malcapitato un costo di 260 euro, pari a quello di una bici nuova. La chiave del lucchetto è anch’essa particolare e si sgancia solo a catenaccio chiuso. Ragione per cui si può dimostrare di aver usato il catenaccio, in caso di furto, esibendo la sua chiave. E’ ovviamente richiesta la denuncia di furto presso un organo di Polizia. Per sicurezza suggeriamo di portare con se un ulteriore catenaccio, considerato anche che quello integrato nella bici è piuttosto corto. Non volendosi portare sempre dietro il catenaccio proprio, si può (non si potrebbe) lasciarlo attaccato in prossimità della postazione ove si ritira normalmente la bici.
  • Consiglio, soprattutto i primi tempi, di utilizzare le biciclette condivise anche se si potrebbe farne a meno usando la propria, ciò per far vedere in giro per la città queste bici. Più le utilizzeremo e più la gente si convincerà nell’usarle.
  • Noi Cicloamici dovremmo impegnarci a dare un’occhiata attenta alle rastrelliere ed alle bici condivise che girano per la città per individuare e segnalare eventuali anomalie e malfunzionamenti del sistema.
altre dettagli li trovate nel documento scaricabile a questo link.
non esitate a fare domande in caso di necessità. saluti.
dicembre 3, 2011

Dal Vietnam all’Italia in bicicletta per i diversabili – 6 novembre ore 18.45 a Foggia, incontro con il protagonista

Questo è il tema dell’incontro organizzato dall’Associazione di Volontariato Cicloamici Foggia FIAB martedì 6 dicembre, alle ore 18,45, nella sala convegni gentilmente concessa dalla Fondazione “M.F. De Piccolellis”, in Viale degli Aviatori 25, di fronte all’Ipercoop.
Protagonista dell’evento sarà il manfredoniano Matteo Tricarico che ha compiuto l’impresa sportivo-umanitaria pedalando per circa 23.000 chilometri in due anni; attraversando Cambogia, Laos, Thailandia, Myanmar, Bangladesh, India, Nepal, Emirati Arabi Uniti, Iran, Armenia, Georgia, Turchia e Grecia.

La finalità umanitaria del viaggio, organizzato dall’Associazione Travel for Aid di cui Tricarico è coordinatore dei programmi, consisteva nel sensibilizzare ed informare l’opinione pubblica sul problema dell’infanzia disabile, andando ad incontrare i bambini in istituti per diversabili nei paesi attraversati.  Oltre a visitare le suddette strutture, Matteo Tricarico ha prestato servizio di volontariato impegnandosi direttamente in scuole, orfanotrofi ed in campagne di informazione e sensibilizzazione sull’AIDS/HIV. L’incontro è aperto alla cittadinanza.