Bici e Salute

BICI E SALUTE

Dr. Attilio dal Maso, urologo* Clinica Urologica Università di Foggia
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E’ ormai evidente a tutti che le città sono invase dal traffico, sempre più inquinante, congestionato e fonte di pericolo, con le auto spesso lasciate in sosta senza un minimo di rispetto per gli altri, tanto da rendere persino difficile la circolazione dei pedoni sui marciapiedi. E’ altrettanto vero che ormai i prezzi dei carburanti sono saliti a livelli poco sostenibili, incidendo talora pesantemente sul bilancio familiare e con la beffa della consapevolezza che, quando il prezzo del petrolio diminuisce, essi non vengono adeguati al ribasso. In questo contesto non sono pochi quelli che stanno riscoprendo l’uso della bicicletta e non solo nel tempo libero, unendosi alla schiera di coloro che già ne conoscono i vantaggi.
Un fattore importante nella scelta dell’uso più costante della bicicletta può essere la comprensione quanto essa possa essere importante per la salute. In questo articolo verranno mostrati i possibili vantaggi che l’ uso della bicicletta, anche moderato, può apportare al nostro organismo.
• In bici si alza il metabolismo glucidico e lipidico. Per produrre energia i muscoli, ma in generale tutte le cellule hanno bisogno di glucosio, che è considerato il “carburante” di tutti i processi che avvengono nell’organismo. L’energia derivata dalla sua degradazione in zuccheri più semplici è
fondamentale per la corretta sequenza di tutte le reazioni chimiche che presiedono al funzionamento della complessa macchina del corpo umano. Anche i lipidi, ed in particolare i trigliceridi, sono importanti perchè l’organismo possa ricavare energia. Il principio è sempre lo stesso: la
degradazione dei lipidi in molecole più semplici produce energia. Pedalando, inoltre, migliora l’azione dell’insulina, l’ormone che presiede al metabolismo degli zuccheri. L’esercizio riduce il livello degli zuccheri nel sangue mentre l’insulina incrementa il loro ingresso nelle cellule al fine di
produrre energia ed evita che gli zuccheri si trasformino in grasso di deposito. Tutto questo spiega come l’attività fisica, e quindi anche quella connessa all’uso della bici, rende prontamente disponibile una notevole quantità di energia, il cui dispendio viene misurato in calorie. Dopo i primi
15-20 minuti di bicicletta, l’organismo inizia a bruciare i grassi. Quante calorie vengono prodotte?
Questo dipende da alcuni fattori, come l’età e la massa corporea, ma in generale si può definire che in un’ora di attività, con 60 – 70 pedalate al minuto, si “brucino” circa 500 calorie. L’attività di questo tipo è definita “aerobica” perché, a differenza di quella “anaerobica” che si ha negli sport con sforzi ad intensità elevata che si producono in poco tempo, comporta un carico di lavoro moderato che si protrae nel tempo, permettendo ai muscoli di ossigenarsi gradualmente. In quest’ottica, la giusta intensità dello sforzo, per intenderci, è quella che permette, andando in bici, di chiacchierare o
guardarsi intorno. Alla portata di tutti, quindi.
• La bicicletta serve per combattere la cellulite e questo è importante soprattutto per le donne. Gli inestetismi di questo tipo non si evitano con qualche passeggiata in più, ma con attività basata sulla regolarità e la continuità dello sforzo muscolare, come quella che si esegue pedalando. I depositi di grasso che si localizzano su fianchi, glutei e cosce possono essere eliminati attraverso attività aerobiche, come appunto andare in bicicletta 2-3 volte alla settimana, per un minimo di 15-20 minuti. Il miglioramento avviene perché si bruciano calorie eliminando i grassi dove sono più
rappresentati, si tonificano i muscoli sviluppando massa magra a discapito di quella grassa, si incrementa il metabolismo dell’insulina, con il meccanismo e i vantaggi di cui si è già detto. Ancora, l’esercizio aerobico svolge un’azione di drenaggio, favorendo l’eliminazione di liquidi e tossine accumulati nei tessuti cellulitici. Ma il maggiore vantaggio ai fini della riduzione delle aree
cellulitiche si ha perchè l’uso della bicicletta favorisce la vascolarizzazione dei tessuti contrastando il rallentamento della circolazione venosa e linfatica, causa principale della cellulite.
• La bicicletta incrementa la capacità respiratoria. Pedalando, infatti, non vengono tonificati solo i muscoli dell’apparato locomotore ma anche quelli intercostali e, nelle escursioni respiratorie che crescono progressivamente in profondità, aumentano la capacità polmonare e la funzionalità dei bronchi. Innegabili quindi i vantaggi per tutti, ma soprattutto per persone di una certa età, con deficit respiratorio da bronchite cronica.
• Altro benefico influsso dell’uso della bicicletta è quello sul sistema cardiocircolatorio. Il cuore, come tutti i muscoli e con lo stesso principio biochimico descritto prima, diventa più forte e resistente alla fatica. Ma, a prescindere dal discorso metabolico, il vantaggio è anche a livello
periferico. Aumentando infatti l’elesticità delle pareti delle vene e delle arterie ( a causa della loro componente muscolare e per l’azione aggiuntiva di pompa dei muscoli delle gambe), si permette al muscolo cardiaco di lavorare meno a parità di intensità di esercizio. In queste condizioni il cuore, e
non solo quello degli atleti, subisce modificazioni aumentando la propria massa e migliorando la sua funzione di pompa, ottimizza il consumo di ossigeno e riduce la frequenza. Il tutto provoca anche un benefico influsso, nel senso di una sua riduzione , sulla pressione arteriosa. Da ricordare inoltre che la bicicletta, migliorando il metabolismo dei glucidi e dei lipidi e riducendo appunto la pressione arteriosa, combatte i principali fattori di rischio cardiovascolare. La funzione di pompa dei muscoli delle gambe è utile anche per agevolare la circolazione del sistema venoso degli arti inferiori,
prevenendo gli inestetici gonfiori ma soprattutto le tromboflebiti. La prova dell’utilità della bicicletta per il sistema cardiovascolare è che la sua versione statica, cioè la cyclette, viene utilizzata nella riabilitazione dei pazienti post- infartuati o di coloro che hanno subito un intervento di cardiochirurgia.
• Anche il benessere psichico subisce un miglioramento con l’uso costante della bicicletta. L’attività fisica libera endorfine, sostanze chimiche prodotte dal cervello, che hanno proprietà analgesiche ed ansiolitiche, intervenendo nella regolazione del tono dell’umore e provocando un blando effetto
euforizzante. Chi va in bicicletta, inoltre, mette in movimento tutto il corpo e l’impegno fisico che ne deriva obbliga alla concentrazione, liberando così la mente da pensieri e tensioni accumulati al lavoro e in famiglia. E’ stata di recente condotta dall’Istituto di Cardiologia dell’Ospedale Lancisi di
Ancona una ricerca su un campione di maschi che riferivano disturbi di erezione e non potevano assumere, perché cardiopatici, farmaci per incrementare la potenza sessuale. I risulati della ricerca hanno evidenziato che un’attività in bicicletta di un’ora, condotta tre volte alla settimana, ha
incrementato le performances sessuali di questi pazienti, dimostrando quindi che la diminuzione della potenza sessuale non è solo un problema organico. Migliora, secondo altri studi, anche la qualità della vita di coppia e non soltanto per l’aumento delle capacità “amatorie” del partner. Le pedalate insieme facilitano i rapporti a due e l’armonia della coppia, ristabilendone la complicità.
L’andare in auto, infatti, è ansiogeno a causa del traffico con i suoi rumori, gli stop dei semafori, per
la difficoltà nel trovare parcheggi e rappresenta uno dei motivi di incremento della litigiosità con il
nostro prossimo ma anche e soprattutto con il/la partner. Più in generale, l’armonia si ritrova anche
andando in bici con tutta la famiglia, nonni compresi, perchè questo agevola il dialogo e facilita i
rapporti fra le generazioni.
Per il ciclista di sesso maschile, un altro aspetto importante e fonte continua di quesiti nelle visite
specialistiche urologiche, è l’interazione fra bicicletta e apparato genito – urinario, con particolare
riferimento al ruolo che essa può avere nel determinare certi disturbi riferibili alla sfera urogenitale.
Quando si pedala, il peso del corpo esercita una notevole pressione su un’area limitata, il cosiddetto
triangolo perineale anteriore, che viene compresso contro il sellino. Il triangolo perineale anteriore, oltre a
comprendere le strutture muscolari proprie del perineo, è costituito dall’uretra e dagli organi erettili, che
sono i corpi cavernosi del pene. La compressione, oltre che sul triangolo perineale, si estende anche in
profondità, a carico del fascio neuro vascolare pudendo che decorre nel canale di Alcock. I vasi pudendi
irrorano l’uretra, che viene innervata da un ramo sensoriale del nervo pudendo ( il quale quindi conduce le
sensazioni termiche e dolorifiche del pene e del canale uretrale). Lo sfintere dell’uretra, che presiede alla
continenza urinaria, è innervato da fibre motorie del pudendo stesso. Al nervo pudendo, infine, è ascrivibile
la fase rigida dell’erezione e la contrazione di muscoli da esso innervati determina l’eiaculazione.
Questi richiami anatomici spiegano quindi come la compressione del fascio neuro vascolare del pudendo
e l’ipoperfusione del pene siano le principali cause dei disturbi urogenitali per i maschi che usano la
bicicletta. Possono verificarsi perciò parestesie ( cioè dolore, senso di peso, bruciore, senso di tensione,
intorpidimento) a livello del pene, scroto, regione anale. I disturbi della minzione come aumento della
frequenza del mitto, sensazione urgente di urinare, minzione stentata, possono accentuarsi o presentarsi ex
novo. Non è infrequente che le urine, dopo una lunga passeggiata in bicicletta e specialmente nei ciclisti più
avanti negli anni, siano un po’ ematiche.
Circa i disturbi dell’erezione e l’instaurarsi di infertilità, i pochi studi eseguiti hanno dato risultati
controversi ma, per quanto i sintomi ostruttivo- irritativi della minzione, passeggeri e in buona parte
reversibili, possano essere giustificati dalla temporanea pressione del corpo sugli organi sottostanti, è
difficilmente pensabile che si possa avere una permanenza così lunga sul sellino da creare i presupposti per
impotenza o infertilità, le cui cause devono essere ricercate altrove.
Un altro aspetto che preoccupa l’appassionato ciclista e su cui si dovrebbe fare chiarezza è l’eventuale
aumento dei valori del PSA che può riscontrarsi in chi pratica questo hobby.
Attualmente il PSA è l’unica arma che abbiamo a disposizione per lo screening del carcinoma della
prostata, essendo stata l’ecografia prostatica transrettale destituita di importanza, almeno in quest’ottica. Un
valore del PSA fuori norma o ai suoi limiti superiori ( negli ultimi anni l’esperienza ci ha insegnato a
considerare il vecchio valore limite di 4 ng./ml come già troppo elevato e di aumentare il livello di allerta
già a valori intorno ai 3.5 ng./ml.) deve essere valutato con attenzione. Ma un PSA elevato non indica
necessariamente un carcinoma della prostata, perchè esistono molti falsi positivi, cioè situazioni in cui il
PSA aumenta per altri motivi. Quali? Una prostata aumentata di volume può provocare un incremento del
PSA, proprio per la maggior quantità di tessuto prostatico che lo produce. Anche una prostata infiammata
per i motivi più vari ( dall’infezione alla semplice congestione) o indirettamente per la ritenzione cronica di
urina data dalla ostruzione dei lobi prostatici che sporgono nel canale uretrale può essere la causa di un
aumento del PSA. Sono stati condotti alcuni studi sul PSA nei ciclisti (non professionisti), rispondendo essi
a tutti i requisiti teorici di aumento dei suoi valori, per la pressione del peso del corpo che, come già detto,
comprime i genitali sulla piccola superficie del sellino con i potenziali effetti infiammatori che ciò può
provocare. I parametri considerati nei soggetti sono stati l’età e la grandezza della prostata. I risultati non
sono uniformi, anche se la maggior parte di essi depone per la scarsa incidenza dell’uso della bicicletta
sull’aumento del PSA. Gli studi che hanno dato questo risultato sono concordi nell’affermare che l’aumento
massimo del PSA dopo alcuni chilometri di bicicletta rispetto al valore pre-pedalata è stato di 0.5-0.6
ng./ml.
Considerata allora l’incertezza dei dati in questo senso, cosa si deve fare se in un cicloamatore dai 45 anni
in su si riscontra un aumento del PSA? Intanto è consigliabile eseguire il dosaggio del PSA dopo almeno 24
ore dalla passeggiata in bicicletta. Poi bisogna valutare di quanto è aumentato il PSA rispetto ai precedenti
controlli o, se si tratta di una prima evidenza, se esso raggiunge valori border line. Dopo queste premesse,
una visita rettale chiarirà se esiste o meno la presenza di noduli o se un lobo della prostata è di consistenza
maggiore rispetto all’altro. Successivamente occorre assumere terapia con disinfettanti urinari ( la classe dei
chinolonici è quella più indicata) per almeno 3 settimane, associandola ad un decongestionante della
prostata tipo Serenoa Repens, per escludere la causa infiammatoria del problema. Si dovrà sospendere
l’attività ciclistica fino al nuovo controllo del PSA (è consigliabile eseguire anche un’urinocoltura), che
deve essere effettuato non prima di 40 giorni dal termine della terapia, pena la presenza di dati non precisi
che oltretutto aumenterebbero la preoccupazione del paziente. Se il PSA si è ridotto, si potrà riprendere
l’attività ciclistica, non abbassando comunque la “guardia” e ripetendo il prelievo ogni 6 mesi. Solo alla
persistenza di valori elevati si dovrà valutare l’opportunità di eseguire una biopsia prostatica, considerando
nella decisione anche altri fattori come la eventuale familiarità di neoplasia prostatica, la grandezza della
prostata e/o il grado di ostruzione urinaria.
L’argomento, si è visto, è controverso ma ci sono alcune precauzioni e accorgimenti che il ciclista dilettante
può prendere. Innanzitutto è utile alzarsi dal sellino quando se ne ha la possibilità, o almeno cambiare
spesso la posizione del corpo, appoggiando le ossa del bacino sulla parte posteriore della sella. Anche
l’abbigliamento gioca un suo importante ruolo. Esso deve essere leggero e comodo ( ci sono linee di
abbigliamento tecnico con indumenti che non assorbono il sudore permettendo al corpo di traspirare). Sono
inoltre in commercio specifici pantaloncini imbottiti. Il sellino, naturalmente, è fondamentale. In quello
tradizionale si possono avere i fenomeni di compressione del perineo di cui si è parlato prima. Esiste invece
tutta una varietà di sellini speciali, studiati proprio per ridurre questa pressione. Essi sono divisi in due parti
ed hanno un’apertura al centro per cui, eliminando l’appoggio centrale e la punta, evitano che la zona
perineale subisca fenomeni di compressione. Inoltre la superficie di seduta è maggiore, per cui si sta più
comodi e si possono affrontare percorsi più lunghi, imprimendo anche più forza al pedale.
Infine, un’ottima opera di prevenzione verso i disturbi irritativi del ciclista può essere svolta dalla terapia
farmacologia. Esiste tutta una serie di farmaci il cui principio attivo è la Serenoa Repens, una sostanza
naturale estratta dalla palma nana, che svolge una provata azione antinfiammatoria e decongestionante a
livello prostatico. Nei prodotti più recenti di questa classe di farmaci, alla Serenoa Repens sono state
aggiunte sostanze antiossidanti per potenziarne l’azione protettrice dei tessuti e poi anche derivati della
Capsaicina per modulare la conduzione nervosa intraprostatica riducendo gli stimoli irritativi. Questa
categoria di farmaci ha prettamente azione antinfiammatoria e quindi ha minore efficacia nei confronti dei
sintomi ostruttivi della prostata, per i quali sono in commercio farmaci che hanno azione rilassante sulla
muscolatura liscia della prostata e del collo vescicale , gli Alfa-bloccanti (Alfuzosina, Terazosina,
Tamsulosina), oppure gli inibitori della Alfa-5-reduttasi ( Finasteride-Dutasteride) che invece contrastano
direttamante la crescita delle cellule della prostata, diminuendone quindi il volume. La Serenoa, avendo
un’azione complementare volta prevalentemente alla risoluzione dei sintomi irritativi, può essere
tranquillamente associata a una delle due classi di farmaci appena citate.
Siamo alla fine di questo articolo sulla salute di chi va in bicicletta , con la speranza che colui il quale
invece in bicicletta non ci va, leggendo i vantaggi (di gran lunga superiori agli svantaggi) di una buona
pedalata, si convinca ad inforcare la due ruote a pedali abbandonata in garage. A chi invece, pur essendosi
convinto che la bici (e lo sport in genere) aumenta l’attesa di benessere, ma è ancora dubbioso perchè pensa
di stancarsi, si può dire che non è necessario fare decine di chilometri come i professionisti, ma si può star
bene anche con un allenamento di moderata intensità. La cosa difficile non è andare in bici, ma vincere la
pigrizia e iniziare!
* socio Associazione di Volontariato Cicloamici Foggia FIAB

BICI E SALUTEDr. Attilio dal Maso, urologo*Clinica Urologica Università di FoggiaE’ ormai evidente a tutti che le città sono invase dal traffico, sempre più inquinante, congestionato e fonte dipericolo, con le auto spesso lasciate in sosta senza un minimo di rispetto per gli altri, tanto da renderepersino difficile la circolazione dei pedoni sui marciapiedi. E’ altrettanto vero che ormai i prezzi deicarburanti sono saliti a livelli poco sostenibili, incidendo talora pesantemente sul bilancio familiare e con labeffa della consapevolezza che, quando il prezzo del petrolio diminuisce, essi non vengono adeguati alribasso. In questo contesto non sono pochi quelli che stanno riscoprendo l’uso della bicicletta e non solo neltempo libero, unendosi alla schiera di coloro che già ne conoscono i vantaggi.Un fattore importante nella scelta dell’uso più costante della bicicletta può essere la comprensione quantoessa possa essere importante per la salute. In questo articolo verranno mostrati i possibili vantaggi che l’ usodella bicicletta, anche moderato, può apportare al nostro organismo.• In bici si alza il metabolismo glucidico e lipidico. Per produrre energia i muscoli, ma in generaletutte le cellule hanno bisogno di glucosio, che è considerato il “carburante” di tutti i processi cheavvengono nell’organismo. L’energia derivata dalla sua degradazione in zuccheri più semplici èfondamentale per la corretta sequenza di tutte le reazioni chimiche che presiedono al funzionamentodella complessa macchina del corpo umano. Anche i lipidi, ed in particolare i trigliceridi, sonoimportanti perchè l’organismo possa ricavare energia. Il principio è sempre lo stesso: ladegradazione dei lipidi in molecole più semplici produce energia. Pedalando, inoltre, miglioral’azione dell’insulina, l’ormone che presiede al metabolismo degli zuccheri. L’esercizio riduce illivello degli zuccheri nel sangue mentre l’insulina incrementa il loro ingresso nelle cellule al fine diprodurre energia ed evita che gli zuccheri si trasformino in grasso di deposito. Tutto questo spiegacome l’attività fisica, e quindi anche quella connessa all’uso della bici, rende prontamentedisponibile una notevole quantità di energia, il cui dispendio viene misurato in calorie. Dopo i primi15-20 minuti di bicicletta, l’organismo inizia a bruciare i grassi. Quante calorie vengono prodotte?Questo dipende da alcuni fattori, come l’età e la massa corporea, ma in generale si può definire chein un’ora di attività, con 60 – 70 pedalate al minuto, si “brucino” circa 500 calorie. L’attività diquesto tipo è definita “aerobica” perché, a differenza di quella “anaerobica” che si ha negli sport consforzi ad intensità elevata che si producono in poco tempo, comporta un carico di lavoro moderatoche si protrae nel tempo, permettendo ai muscoli di ossigenarsi gradualmente. In quest’ottica, lagiusta intensità dello sforzo, per intenderci, è quella che permette, andando in bici, di chiacchierare oguardarsi intorno. Alla portata di tutti, quindi.• La bicicletta serve per combattere la cellulite e questo è importante soprattutto per le donne. Gliinestetismi di questo tipo non si evitano con qualche passeggiata in più, ma con attività basata sullaregolarità e la continuità dello sforzo muscolare, come quella che si esegue pedalando. I depositi digrasso che si localizzano su fianchi, glutei e cosce possono essere eliminati attraverso attivitàaerobiche, come appunto andare in bicicletta 2-3 volte alla settimana, per un minimo di 15-20minuti. Il miglioramento avviene perché si bruciano calorie eliminando i grassi dove sono piùrappresentati, si tonificano i muscoli sviluppando massa magra a discapito di quella grassa, siincrementa il metabolismo dell’insulina, con il meccanismo e i vantaggi di cui si è già detto. Ancora,l’esercizio aerobico svolge un’azione di drenaggio, favorendo l’eliminazione di liquidi e tossineaccumulati nei tessuti cellulitici. Ma il maggiore vantaggio ai fini della riduzione delle areecellulitiche si ha perchè l’uso della bicicletta favorisce la vascolarizzazione dei tessuti contrastandoil rallentamento della circolazione venosa e linfatica, causa principale della cellulite.• La bicicletta incrementa la capacità respiratoria. Pedalando, infatti, non vengono tonificati solo imuscoli dell’apparato locomotore ma anche quelli intercostali e, nelle escursioni respiratorie checrescono progressivamente in profondità, aumentano la capacità polmonare e la funzionalità deibronchi. Innegabili quindi i vantaggi per tutti, ma soprattutto per persone di una certa età, con deficitrespiratorio da bronchite cronica.• Altro benefico influsso dell’uso della bicicletta è quello sul sistema cardiocircolatorio. Il cuore,come tutti i muscoli e con lo stesso principio biochimico descritto prima, diventa più forte eresistente alla fatica. Ma, a prescindere dal discorso metabolico, il vantaggio è anche a livelloperiferico. Aumentando infatti l’elesticità delle pareti delle vene e delle arterie ( a causa della lorocomponente muscolare e per l’azione aggiuntiva di pompa dei muscoli delle gambe), si permette almuscolo cardiaco di lavorare meno a parità di intensità di esercizio. In queste condizioni il cuore, enon solo quello degli atleti, subisce modificazioni aumentando la propria massa e migliorando la suafunzione di pompa, ottimizza il consumo di ossigeno e riduce la frequenza. Il tutto provoca anche unbenefico influsso, nel senso di una sua riduzione , sulla pressione arteriosa. Da ricordare inoltre chela bicicletta, migliorando il metabolismo dei glucidi e dei lipidi e riducendo appunto la pressionearteriosa, combatte i principali fattori di rischio cardiovascolare. La funzione di pompa dei muscolidelle gambe è utile anche per agevolare la circolazione del sistema venoso degli arti inferiori,prevenendo gli inestetici gonfiori ma soprattutto le tromboflebiti. La prova dell’utilità dellabicicletta per il sistema cardiovascolare è che la sua versione statica, cioè la cyclette, viene utilizzatanella riabilitazione dei pazienti post- infartuati o di coloro che hanno subito un intervento dicardiochirurgia.• Anche il benessere psichico subisce un miglioramento con l’uso costante della bicicletta. L’attivitàfisica libera endorfine, sostanze chimiche prodotte dal cervello, che hanno proprietà analgesiche edansiolitiche, intervenendo nella regolazione del tono dell’umore e provocando un blando effettoeuforizzante. Chi va in bicicletta, inoltre, mette in movimento tutto il corpo e l’impegno fisico che nederiva obbliga alla concentrazione, liberando così la mente da pensieri e tensioni accumulati allavoro e in famiglia. E’ stata di recente condotta dall’Istituto di Cardiologia dell’Ospedale Lancisi diAncona una ricerca su un campione di maschi che riferivano disturbi di erezione e non potevanoassumere, perché cardiopatici, farmaci per incrementare la potenza sessuale. I risulati della ricercahanno evidenziato che un’attività in bicicletta di un’ora, condotta tre volte alla settimana, haincrementato le performances sessuali di questi pazienti, dimostrando quindi che la diminuzionedella potenza sessuale non è solo un problema organico. Migliora, secondo altri studi, anche laqualità della vita di coppia e non soltanto per l’aumento delle capacità “amatorie” del partner. Lepedalate insieme facilitano i rapporti a due e l’armonia della coppia, ristabilendone la complicità.L’andare in auto, infatti, è ansiogeno a causa del traffico con i suoi rumori, gli stop dei semafori, perla difficoltà nel trovare parcheggi e rappresenta uno dei motivi di incremento della litigiosità con ilnostro prossimo ma anche e soprattutto con il/la partner. Più in generale, l’armonia si ritrova ancheandando in bici con tutta la famiglia, nonni compresi, perchè questo agevola il dialogo e facilita irapporti fra le generazioni.Per il ciclista di sesso maschile, un altro aspetto importante e fonte continua di quesiti nelle visitespecialistiche urologiche, è l’interazione fra bicicletta e apparato genito – urinario, con particolareriferimento al ruolo che essa può avere nel determinare certi disturbi riferibili alla sfera urogenitale.Quando si pedala, il peso del corpo esercita una notevole pressione su un’area limitata, il cosiddettotriangolo perineale anteriore, che viene compresso contro il sellino. Il triangolo perineale anteriore, oltre acomprendere le strutture muscolari proprie del perineo, è costituito dall’uretra e dagli organi erettili, chesono i corpi cavernosi del pene. La compressione, oltre che sul triangolo perineale, si estende anche inprofondità, a carico del fascio neuro vascolare pudendo che decorre nel canale di Alcock. I vasi pudendiirrorano l’uretra, che viene innervata da un ramo sensoriale del nervo pudendo ( il quale quindi conduce lesensazioni termiche e dolorifiche del pene e del canale uretrale). Lo sfintere dell’uretra, che presiede allacontinenza urinaria, è innervato da fibre motorie del pudendo stesso. Al nervo pudendo, infine, è ascrivibilela fase rigida dell’erezione e la contrazione di muscoli da esso innervati determina l’eiaculazione.Questi richiami anatomici spiegano quindi come la compressione del fascio neuro vascolare del pudendoe l’ipoperfusione del pene siano le principali cause dei disturbi urogenitali per i maschi che usano labicicletta. Possono verificarsi perciò parestesie ( cioè dolore, senso di peso, bruciore, senso di tensione,intorpidimento) a livello del pene, scroto, regione anale. I disturbi della minzione come aumento dellafrequenza del mitto, sensazione urgente di urinare, minzione stentata, possono accentuarsi o presentarsi exnovo. Non è infrequente che le urine, dopo una lunga passeggiata in bicicletta e specialmente nei ciclisti piùavanti negli anni, siano un po’ ematiche.Circa i disturbi dell’erezione e l’instaurarsi di infertilità, i pochi studi eseguiti hanno dato risultaticontroversi ma, per quanto i sintomi ostruttivo- irritativi della minzione, passeggeri e in buona partereversibili, possano essere giustificati dalla temporanea pressione del corpo sugli organi sottostanti, èdifficilmente pensabile che si possa avere una permanenza così lunga sul sellino da creare i presupposti perimpotenza o infertilità, le cui cause devono essere ricercate altrove.Un altro aspetto che preoccupa l’appassionato ciclista e su cui si dovrebbe fare chiarezza è l’eventualeaumento dei valori del PSA che può riscontrarsi in chi pratica questo hobby.Attualmente il PSA è l’unica arma che abbiamo a disposizione per lo screening del carcinoma dellaprostata, essendo stata l’ecografia prostatica transrettale destituita di importanza, almeno in quest’ottica. Unvalore del PSA fuori norma o ai suoi limiti superiori ( negli ultimi anni l’esperienza ci ha insegnato aconsiderare il vecchio valore limite di 4 ng./ml come già troppo elevato e di aumentare il livello di allertagià a valori intorno ai 3.5 ng./ml.) deve essere valutato con attenzione. Ma un PSA elevato non indicanecessariamente un carcinoma della prostata, perchè esistono molti falsi positivi, cioè situazioni in cui ilPSA aumenta per altri motivi. Quali? Una prostata aumentata di volume può provocare un incremento delPSA, proprio per la maggior quantità di tessuto prostatico che lo produce. Anche una prostata infiammataper i motivi più vari ( dall’infezione alla semplice congestione) o indirettamente per la ritenzione cronica diurina data dalla ostruzione dei lobi prostatici che sporgono nel canale uretrale può essere la causa di unaumento del PSA. Sono stati condotti alcuni studi sul PSA nei ciclisti (non professionisti), rispondendo essia tutti i requisiti teorici di aumento dei suoi valori, per la pressione del peso del corpo che, come già detto,comprime i genitali sulla piccola superficie del sellino con i potenziali effetti infiammatori che ciò puòprovocare. I parametri considerati nei soggetti sono stati l’età e la grandezza della prostata. I risultati nonsono uniformi, anche se la maggior parte di essi depone per la scarsa incidenza dell’uso della biciclettasull’aumento del PSA. Gli studi che hanno dato questo risultato sono concordi nell’affermare che l’aumentomassimo del PSA dopo alcuni chilometri di bicicletta rispetto al valore pre-pedalata è stato di 0.5-0.6ng./ml.Considerata allora l’incertezza dei dati in questo senso, cosa si deve fare se in un cicloamatore dai 45 anniin su si riscontra un aumento del PSA? Intanto è consigliabile eseguire il dosaggio del PSA dopo almeno 24ore dalla passeggiata in bicicletta. Poi bisogna valutare di quanto è aumentato il PSA rispetto ai precedenticontrolli o, se si tratta di una prima evidenza, se esso raggiunge valori border line. Dopo queste premesse,una visita rettale chiarirà se esiste o meno la presenza di noduli o se un lobo della prostata è di consistenzamaggiore rispetto all’altro. Successivamente occorre assumere terapia con disinfettanti urinari ( la classe deichinolonici è quella più indicata) per almeno 3 settimane, associandola ad un decongestionante dellaprostata tipo Serenoa Repens, per escludere la causa infiammatoria del problema. Si dovrà sospenderel’attività ciclistica fino al nuovo controllo del PSA (è consigliabile eseguire anche un’urinocoltura), chedeve essere effettuato non prima di 40 giorni dal termine della terapia, pena la presenza di dati non precisiche oltretutto aumenterebbero la preoccupazione del paziente. Se il PSA si è ridotto, si potrà riprenderel’attività ciclistica, non abbassando comunque la “guardia” e ripetendo il prelievo ogni 6 mesi. Solo allapersistenza di valori elevati si dovrà valutare l’opportunità di eseguire una biopsia prostatica, considerandonella decisione anche altri fattori come la eventuale familiarità di neoplasia prostatica, la grandezza dellaprostata e/o il grado di ostruzione urinaria.L’argomento, si è visto, è controverso ma ci sono alcune precauzioni e accorgimenti che il ciclista dilettantepuò prendere. Innanzitutto è utile alzarsi dal sellino quando se ne ha la possibilità, o almeno cambiarespesso la posizione del corpo, appoggiando le ossa del bacino sulla parte posteriore della sella. Anchel’abbigliamento gioca un suo importante ruolo. Esso deve essere leggero e comodo ( ci sono linee diabbigliamento tecnico con indumenti che non assorbono il sudore permettendo al corpo di traspirare). Sonoinoltre in commercio specifici pantaloncini imbottiti. Il sellino, naturalmente, è fondamentale. In quellotradizionale si possono avere i fenomeni di compressione del perineo di cui si è parlato prima. Esiste invecetutta una varietà di sellini speciali, studiati proprio per ridurre questa pressione. Essi sono divisi in due partied hanno un’apertura al centro per cui, eliminando l’appoggio centrale e la punta, evitano che la zonaperineale subisca fenomeni di compressione. Inoltre la superficie di seduta è maggiore, per cui si sta piùcomodi e si possono affrontare percorsi più lunghi, imprimendo anche più forza al pedale.Infine, un’ottima opera di prevenzione verso i disturbi irritativi del ciclista può essere svolta dalla terapiafarmacologia. Esiste tutta una serie di farmaci il cui principio attivo è la Serenoa Repens, una sostanzanaturale estratta dalla palma nana, che svolge una provata azione antinfiammatoria e decongestionante alivello prostatico. Nei prodotti più recenti di questa classe di farmaci, alla Serenoa Repens sono stateaggiunte sostanze antiossidanti per potenziarne l’azione protettrice dei tessuti e poi anche derivati dellaCapsaicina per modulare la conduzione nervosa intraprostatica riducendo gli stimoli irritativi. Questacategoria di farmaci ha prettamente azione antinfiammatoria e quindi ha minore efficacia nei confronti deisintomi ostruttivi della prostata, per i quali sono in commercio farmaci che hanno azione rilassante sullamuscolatura liscia della prostata e del collo vescicale , gli Alfa-bloccanti (Alfuzosina, Terazosina,Tamsulosina), oppure gli inibitori della Alfa-5-reduttasi ( Finasteride-Dutasteride) che invece contrastanodirettamante la crescita delle cellule della prostata, diminuendone quindi il volume. La Serenoa, avendoun’azione complementare volta prevalentemente alla risoluzione dei sintomi irritativi, può esseretranquillamente associata a una delle due classi di farmaci appena citate.Siamo alla fine di questo articolo sulla salute di chi va in bicicletta , con la speranza che colui il qualeinvece in bicicletta non ci va, leggendo i vantaggi (di gran lunga superiori agli svantaggi) di una buonapedalata, si convinca ad inforcare la due ruote a pedali abbandonata in garage. A chi invece, pur essendosiconvinto che la bici (e lo sport in genere) aumenta l’attesa di benessere, ma è ancora dubbioso perchè pensadi stancarsi, si può dire che non è necessario fare decine di chilometri come i professionisti, ma si può starbene anche con un allenamento di moderata intensità. La cosa difficile non è andare in bici, ma vincere lapigrizia e iniziare!* socio Associazione di Volontariato Cicloamici Foggia FIAB

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